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| Piloni64 |
22 July 2008, 21:31
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#46
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Prima Squadra ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Gruppo: Redattori Messaggi: 1.906 Iscritto il: 11 January 07 Da: Bologna Utente Nr.: 285 |
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| nadir |
23 July 2008, 0:05
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#47
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OLTRANZISTA ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Gruppo: Utenti Messaggi: 4.885 Iscritto il: 21 March 08 Da: portoviro-rovigo Utente Nr.: 6.339 |
mercoledì 23 luglio 2008 h. 0:55 Ultime Notizie TELECOM: BERNABE' A PALAZZO CHIGI (AGI) - Roma, 22 lug - L'amministratore delegato di Telecom, Franco Bernabe', e' stato questa sera a Palazzo Chigi, dove e' presente il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta. www.agi.it/ultime-notizie-page/200807222038-eco-rom1169-art.html -------------------- ![]() "Se chi ha commesso un omicidio sta in galera e nonostante questo gli omicidi continuano, o costui non era solo oppure era innocente" Con riferimento a Calciopoli (Oliviero Bhea) |
| AlexAmo |
23 July 2008, 7:04
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#48
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Esordienti ![]() Gruppo: Utenti Messaggi: 22 Iscritto il: 26 October 06 Utente Nr.: 37 |
...anche se è difficile leggere tutto il forum per accorgesene...
Gli scenari dello scandalo di GIUSEPPE D'AVANZO Giuliano Tavaroli Si sente dire spesso che in quei luoghi, in quelle istituzioni, in quei paesi dove non soffia alcun venticello di critica pubblica, cresce come un fungo una corruzione senza colpa. Non c'è dubbio che l'informazione sia e debba essere, per mestiere e dovere, un alimento di critica pubblica. C'è il giornalismo che pretende di ricostruire la verità. C'è un altro giornalismo che sa di non poter afferrare con una presa sicura l'intera storia che racconta. E' un giornalismo consapevole di un limite e accetta di lavorare a una continua approssimazione della verità, cosciente che non saprà mai davvero che cos'è la verità, ma saprà che cos'è la menzogna. La indicherà ai suoi lettori. Vi si opporrà, per quel che poco o molto che è in grado di fare. E potrà ripetere ai pochi o ai molti che gli concedono ogni giorno fiducia: "Non vi abbiamo mentito". Avremmo mentito ai nostri lettori se avessimo accettato le conclusioni minimaliste dell'affaire Telecom. In questi giorni si è andata disegnando, da più parti e anche con voci autorevoli, una scena capovolta, fuori da ogni cardine. Scomparivano i protagonisti e i comprimari, le loro condotte e responsabilità, la lunga scia di illegalità, abusi e ricatti. Come d'incanto, soltanto distrattamente si ricordava al lettore (e c'è chi non ha fatto nemmeno questo) che, nella maggiore società di telecomunicazioni del Paese, la Telecom Italia di Marco Tronchetti Provera, sono stati raccolti migliaia di dossier illegali in collaborazione con l'intelligence italiana, in violazione di ogni privacy con finalità ancora tutta da chiarire. In occasione della conclusione delle indagini, l'imputazione di una responsabilità oggettiva di Pirelli e Telecom in capo al suo presidente (Tronchetti) e amministratore delegato (Buora) è apparsa diventare, a leggere alcuni commenti e bizzarre dichiarazioni, un'assoluzione piena: un esito da esibire come un fiore all'occhiello. Per farlo, bisognava lavorare a una cosmesi dei fatti. Un annuncio di fine indagine è stato presentato come un proscioglimento definitivo come se si trattasse di una sentenza assolutoria e conclusiva, prima di leggere la richiesta di rinvio a giudizio che ancora non c'è e la decisione del giudice dell'udienza preliminare che un giorno verrà. Si è scritto che Tronchetti è stato "scagionato". Il primo a crederci è stato il presidente di Pirelli. Si è detto "contento e molto soddisfatto perché è emersa con chiarezza la verità". La verità provvisoria è che due società Pirelli e Telecom (con Tronchetti legale rappresentante) non hanno impedito ai propri dipendenti di commettere reati nell'interesse delle società. Tronchetti non avverte la responsabilità di quella omissione. Non crede di dover chiedere almeno scusa, con umiltà, agli spiati o almeno agli azionisti Telecom: già provati dalla sua gestione, dovranno presto mettere mano al portafoglio per pagare centinaia di miliardi di risarcimento alle vittime dello spionaggio fiorito per la trascuratezza di un presidente e di un amministratore delegato. Non è nemmeno il peggio. Il peggio è l'acquerello a tinte tenui che vuole rappresentare l'affaire. Tre amici d'infanzia (Tavaroli, Mancini, Cipriani) fanno carriera partendo dal fondo della scala. Conquistano la potente e ricca security della Telecom (Tavaroli), il controspionaggio militare (Mancini), un'importante agenzia d'investigazione (Cipriani). Incrociano le informazioni in loro possesso. Formano dossier spionistici in libertà con le risorse della Telecom e dello Stato. Lucrano profitti e potere personali. Fine dell'affaire. Avremmo mentito se avessimo accettato senza un dubbio, senza un interrogativo questo tableau piccino, semplificatorio. E non per un pregiudizio sfavorevole alla Telecom o a Tronchetti Provera. Ma per quel che già si è potuto leggere nelle cinque ordinanze dei giudici milanesi. La security di Tavaroli disponeva di risorse finanziarie senza limiti, alimentate in parte dal "fondo personale" del presidente. Nessun controllo aziendale di audit. Dipendenza diretta dal presidente. Quattro diversi "sistemi" capaci di rubare informazioni riservate senza lasciare traccia. Una piattaforma di hackeraggio ("zone H") nei paesi dell'Est, utilizzata per intrusioni informatiche, finanziata dalla Telecom e posta in bilancio come "investimento per immobilizzazione materiale" (poteva dare benefici a lungo termine). Una rete di pubblici ufficiali sparsi su tutto il territorio nazionale, ""sensori" per ogni indagine o accertamento che potesse interessare la Telecom-Pirelli". Collegamenti con l'intelligence francese, inglese, americana, israeliana e naturalmente italiana. Una pericolosissima "macchina da guerra". In due occasioni, il giudice per le indagini preliminari Giuseppe Gennari ne indica esplicitamente il beneficiario. Ordinanza 18 gennaio 2006, pag. 188: "... che Tavaroli gestisse pratiche di questo genere nel suo singolare interesse è altamente improbabile. Ci troviamo di fronte a una gravissima intromissione nella vita privata delle persone e a un tentativo di captazione occulta di dati e notizie riservate, mossa da logiche puramente partigiane, nella contrapposizione tra blocchi di potere economico e finanziario. Logiche che tendono a beneficiare non già l'azienda come tale, ma colui che, in un dato momento storico, ne è il proprietario di controllo". Ordinanza 20 marzo 2007, pag. 168: "Osserviamo anche il riemergere di una tipologia di investigazioni che, in modo difficilmente revocabile in dubbio, rispondevano a esigenze dei vertici e della proprietà aziendale". La convinzione del giudice quasi imponeva a un autonomo lavoro giornalistico di cercare Giuliano Tavaroli. Di chiedergli un colloquio. Di raccogliere la sua versione dei fatti. Era il diavolo. Era descritto come l'artefice e il conduttore di quella "macchina da guerra". Si diceva che avesse lavorato nel suo esclusivo interesse gabbando il suo padrone. Che cosa aveva da dire? Qual era la sua verità? E questa verità non era, pur nella sua parzialità, di interesse pubblico in un affaire dove tutti avevano avuto possibilità di accusare o difendersi e che aveva provocato anche un decreto di legge del governo approvato dalle Camere (la distruzione dei dossier raccolti illegalmente)? Sono queste le ragioni che hanno convinto Repubblica a pubblicare l'ampio resoconto dei colloqui con Giuliano Tavaroli. Abbiamo ritenuto che l'inedita ed esclusiva ricostruzione del principale indagato (anche con le possibili manipolazioni di cui abbiamo avvertito il lettore) potesse dare al quadro un tassello in più e una profondità, una concretezza, un profilo che le anticipazioni giudiziarie annunciavano piatto, senza asperità, quasi neutro con la storia assai poco credibile dei "tre amici intraprendenti". Comprendiamo l'irritazione di chi, proclamandosi estraneo a quei fatti, ne è stato coinvolto. Ma oggi abbiamo sotto gli occhi, con i nomi, i cognomi, qualche circostanza e dettaglio, quella "contrapposizione tra blocchi di potere" già intuita dal giudice nel gennaio del 2006. Vi affiorano figure che decidono della cosa pubblica senza alcuna responsabilità istituzionale; una filiera di immarcescibili massoni che lo scandalo della P2 non ha eliminato dalla scena; comportamenti obliqui di governanti; ricatti; corruzione piccola e grande; debolezze della magistratura, dell'informazione, delle amministrazioni dello Stato e, al centro, una sorda lotta per il potere che non si fa mai trasparente. Non ci appare la verità. Ci appare uno scenario più vicino alla realtà dello scandalo Telecom. (23 luglio 2008) |
| zizou |
23 July 2008, 7:30
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#49
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Prima Squadra ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Gruppo: Moderatori Messaggi: 11.169 Iscritto il: 25 June 07 Utente Nr.: 1.371 |
Grazie, AlexAmo. Messo subito nel Dossier Inter-Ceptor
-------------------- ![]() UNICA BANDIERA - PAVEL EROE BIANCONERO "Se una persona non ha piu' sogni, non ha piu' alcuna ragione di vivere. Sognare e' necessario anche se nel sogno va intravista la realta'. Per me e' uno dei principi della vita." (Ayrton Senna, marzo 1989) LOTTA PER QUELLO IN CUI CREDI - NON ACCONTENTARTI MAI |
| Mons. A. Novacek |
23 July 2008, 13:28
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#50
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![]() Giovanissimi ![]() ![]() Gruppo: Utenti Messaggi: 155 Iscritto il: 20 May 08 Da: Cuba Utente Nr.: 6.438 |
Dossier, così Tronchetti al pm
"Tavaroli non dipendeva da me" MILANO - Pezzo a pezzo, stralcio a stralcio, trapelano dagli atti giudiziari depositati a chiusura dell'inchiesta dai magistrati di Milano sui dossieri illeciti le deposizioni rese davanti ai magistrati dai principali protagonisti. Tra questi anche quella resa in veste di testimone dall'ex presidente di Telecom Marco Tronchetti Provera. Ascoltato dal pubblico ministero Fabio Napoleone lo scorso 27 giugno, Tronchetti Provera ha voluto mettere in chiaro innanzitutto di non essere lui il referente di Giuliano Tavaroli, l'ex capo della security Telecom e Pirelli accusato di essere l'organizzatore materiale dello spionaggio illecito e sistematico ai danni di migliaia di persone. "Le linee - precisa l'ex manager Telecom al pm - erano sempre...Prima dipendeva dal dottor Castagna: quando il dottor Castagna ha lasciato l'incarico, il signor Tavaroli ha iniziato a dipendere direttamente dal dottor Buora; non è mai stato un mio riporto diretto". Tronchetti fa quindi riferimento ai tempi in cui Tavaroli lavorava alla Pirelli. "Vi era comunque un riporto in casi imprevisti, per casi particolari?", chiede il pm e Tronchetti risponde: "Solo se vi era un...in casi specifici, se era una cosa di importanza generale dell'azienda che mi riguardava direttamente come presidente della società, il signor Tavaroli si rivolgeva direttamente a me; generalmente con il dottor Buora, poi in seguito con...prima con il dottor Buora e il dottor Lamacchia e in seguito con il dottor Buora e l'avvocato Chiappetta". Tronchetti racconta poi che Tavaroli fu preso in Telecom perché nella società accadevano "cose strane" e in lui "c'era fiducia". "La decisione di affidare in Telecom la direzione della security a Tavaroli è una decisione sua?" chiede il magistrato a Tronchetti Provera, sentito come testimone. "E' una decisione nostra - risponde Tronchetti - nel senso che la riflessione fu questa: coi pasticci che ci sono stati dentro Telecom, visto che Gallo Modena lascia, abbiamo una persona che per fortuna viene da un mondo diverso, dall'esterno, quindi portando Tavaroli non abbiamo il rischio che ci siano commistioni con un passato poco chiaro, perché questa era l'epoca, quello su cui noi avevamo visibilità, che in Telecom succedevano cose strane, erano successe cose strane". Tronchetti riferisce ancora che "Tavaroli in Pirelli aveva, a detta di tutti, fatto bene, si era occupato delle affiliate estere quindi non aveva, diciamo, un trascorso di rapporti con ambienti (...) che potessero rappresentare fonte di inquinamento, di confusione tra quello che era il ruolo di una struttura aziendale e vicende che non riguardavano l'azienda. Quindi c'era fiducia in Tavaroli". (23 luglio 2008) http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/c...ti-fiducia.html |
| Piloni64 |
23 July 2008, 13:52
Messaggio
#51
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Prima Squadra ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Gruppo: Redattori Messaggi: 1.906 Iscritto il: 11 January 07 Da: Bologna Utente Nr.: 285 |
Nelle rispettive edizione web ora on-line (ore 14.52) le seguenti aperture:
Il Corriere della Sera: Tronchetti Provera: «Sui conti all'estero chiacchiere da bar di Roma» «Tavaroli non riportava a me direttamente. Lo faceva solo in casi specifici, se era importante per l'azienda» Il Giornale : "Tavaroli mi ha usato per accreditarsi" Secondo articolo: La Stampa Il caso dei dossier illeciti Tronchetti: "ci fidavamo di Tavaroli" Inciucio |
| Mons. A. Novacek |
23 July 2008, 15:11
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#52
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![]() Giovanissimi ![]() ![]() Gruppo: Utenti Messaggi: 155 Iscritto il: 20 May 08 Da: Cuba Utente Nr.: 6.438 |
Tronchetti Provera: «Sui conti all'estero
chiacchiere da bar di Roma» «Tavaroli non riportava a me direttamente. Lo licenziai quando scoprii gli ammanchi» Tavaroli, lo spionaggio e i dossier: ecco l'atto d'accusa dei pm di Milano (22 luglio 2008) MILANO - Nessun incarico a Giuliano Tavaroli, ex capo della Security di Telecom, finalizzato a tutelare l'immagine dell'azienda, la sua credibilità o la sua permanenza nel mercato. Lo afferma Marco Tronchetti Provera ascoltato come testimone dai magistrati milanesi nell'ambito dell'inchiesta sui cosiddetti dossier illeciti. «Tavaroli dipendeva dal dottor Castagna - spiega Tronchetti il 27 giugno scorso al pm Fabio Napoleone - e quando il dottor Castagna ha lasciato l'incarico, il signor Tavaroli ha iniziato a dipendere direttamente dal dottor Buora; non è mai stato un mio riporto diretto». «Vi era comunque un riporto in casi imprevisti, per casi particolari?» chiede il pm, e Tronchetti risponde: «Solo in casi specifici, se era una cosa di importanza generale dell'azienda che mi riguardava direttamente come presidente della società, il signor Tavaroli si rivolgeva direttamente a me». SU OAK FUND CHIACCHERE DA BAR - Tronchetti, sempre in veste di testimone davanti ai magistrati milanesi, riferisce inoltre di non aver mai avuto «nessun interesse ad avere informazioni» su Oak Fund (il presunto conto estero che Tavaroli indica nella disponibilità di altissimi dirigenti Ds, tra cui Fassino, e la cui esistenza è stata seccamente smentita dagli interessati). «In quella occasione, quando lui mi parlò di Oak Fund, credo, anzi, sono abbastanza convinto che gli ricordai in termini molto fermi quale era stato l'atteggiamento su Telekom Serbia e in generale quale era la linea: se c'è qualcosa la si porta alla magistratura». L'ex capo Telecom riferisce poi che Tavaroli gli disse esplicitamente che Oak Fund si riferiva a un partito politico. «È ovvio - risponde Tronchetti - che il nome che faceva era quello che stava su tutti i giornali, D'Alema eccetera». Il Pm: «Quindi glielo disse esplicitamente?» Tronchetti Provera: «Sì, sì, lo disse esplicitamente, però disse che lui aveva la possibilità di accesso, non mi disse che aveva della documentazione, come al solito. Lui ogni tanto entrava nel mio ufficio, faceva dei discorsi come dire "Io tutelo l'azienda", io dico "Guardi, sono le chiacchiere da bar di Roma". Succedeva una volta ogni 4/5 mesi che si piazzava nella mia segreteria, poi entrava, stava pochissimi minuti dicendo "Certi ambienti sono contro", insomma cose di questo genere, dico "Guardi, lasci perdere", ma erano cose rapidissime, proprio flash senza mai un seguito, senza un foglio di carta, senza niente». «AVEVAMO FIDUCIA IN TAVAROLI» - Giuliano Tavaroli fu preso in Telecom perché nella società accadevano «cose strane» e in lui «c'era fiducia». Lo spiega Marco Tronchetti Provera al pm sempre nell'interrogatorio del 27 giugno. «La decisione di affidare in Telecom la direzione della security a Tavaroli è una decisione sua?» chiede il magistrato. «È una decisione nostra - risponde Tronchetti - nel senso che la riflessione fu questa: coi pasticci che ci sono stati dentro Telecom, visto che Gallo Modena lascia, abbiamo una persona che per fortuna viene da un mondo diverso, dall'esterno, quindi portando Tavaroli non abbiamo il rischio che ci siano commistioni con un passato poco chiaro, perché questa era l'epoca, quello su cui noi avevamo visibilità, che in Telecom succedevano cose strane, erano successe cose strane». Tronchetti riferisce poi che «Tavaroli in Pirelli aveva, a detta di tutti, fatto bene, si era occupato delle affiliate estere quindi non aveva, diciamo, un trascorso di rapporti con ambienti (...) che potessero rappresentare fonte di inquinamento, di confusione tra quello che era il ruolo di una struttura aziendale e vicende che non riguardavano l'azienda. Quindi c'era fiducia in Tavaroli». AFEF - Tronchetti parla anche di quella volta in cui Tavaroli gli segnalò che esistevano una serie di presunte «criticità» sulle «frequentazioni pericolose di uno dei fratelli di Afef nell'entourage di Sayf Gheddafi»: «Fu una delle volte in cui lo mandai un po'... diciamo di non occuparsi di cose che non lo riguardavano, perché Sayf Gheddafi era amico da sempre del fratello di Afef, avevano studiato insieme a Vienna, il padre era stato ambasciatore in Libia e aveva mantenuto il mandato dal presidente tunisino di tenere rapporti con la Libia, quindi era normale che lui frequentasse Sayf Gheddafi», figlio del presidente libico. «USATO» - E poi? «Quello di cui mi sono convinto ex post - spiega Tronchetti - è che Tavaroli mi ha usato molto. Queste cose che lui faceva, il pranzo con D'Alema piuttosto che questa cosa con Brancher/Bossi, erano dei metodi suoi per accreditare se stesso, questa è la mia visione di oggi, perché erano tutte cose che potevo fare con la mia segreteria e nessuno avrebbe rifiutato di incontrarmi. Quello che posso dire è di non aver mai avuto una informazione interessante da Tavaroli» «AMMANCHI» - Perché si interruppe il rapporto con Tavaroli? Tronchetti Provera riferisce di aver saputo, tra la fine del 2005 e l'inizio del 2006, «che c'era stata una richiesta di documenti allegati alla fatturazione di un fornitore, che credo fosse Cipriani (indagato anche lui nell'inchiesta condotta a Milano, ndr), e all'interno non figurava la documentazione. Feci rientrare dalla Romania Tavaroli. Nel corso di un incontro lui mostrò la massima calma, malgrado io non fossi per niente calmo. Tavaroli non fu in grado di giustificare una parte di questa documentazione. Lo chiamai insieme al dottor Buora e gli dissi 'il rapporto fiduciario è finito, lei copre un ruolo delicato all'interno dell'azienda, deve essere di esempio per il rispetto delle procedure. Non lo è perchè abbiamo trovato quello che non andava, deve essere di esempio per correttezza formale e sostanziale, non lo è perché ci sono fatture che non si capisce...'. Lui - dice ancora Tronchetti Provera - cercò di dire che era assolutamente trasparente, che non aveva rubato, che non c'era nulla di anomalo, che solo non si ricordava. Il rapporto si chiude qua, questa fu la fine del rapporto». TIGER TEAM - A proposito della squadra di informatici che, secondo la ricostruzione della procura di Milano, lavorava all'interno di Telecom e che avrebbe attaccato, tra gli altri, Rcs, Vodafone e l'Autorità garante per le comunicazioni, Tronchetti afferma: «Era non solo cosa non nota, ma neanche immaginabile all'interno dell'azienda. Non c'era nessuna indicazione di questo genere - spiega l'ex presidente di Telecom - Torna quel ruolo che la security si era dato, per cui erano state diciamo assunte o integrate persone di varia natura e genere che svolgevano un mestiere che non era quello della security, di cui i vertici dell'azienda non avevano nessuna evidenza, ma anche dall'interno dell'azienda non arrivava nessun segnale che esistesse qualche cosa di questo genere che stesse operando in questo modo». MOGGI - C'è anche un passaggio su Calciopoli. «Tavaroli - riferisce Tronchetti - non ha mai avuto nessuna indicazione, né da me né da Moratti penso, assolutamente, di occuparsi della società di Moggi. Ma neanche da Facchetti penso che abbia avuto indicazione» in tal senso. «Posso immaginare - dice l'ex presidente di Telecom - che sulla vicenda di quel giovane arbitro magari Facchetti, che aveva conosciuto per altri motivi, abbia fatto un cenno a Tavaroli e su questo come sempre la security si sia mossa di sua iniziativa facendo cose che non erano né richieste né soprattutto poi consegnate a nessuno, perché in tutte queste vicende il fatto chiaro e certo è che nessun foglio di carta, nessun rapporto, verbale o scritto, è stato fatto né a noi né all'Inter». «È chiaro - dice ancora Tronchetti Provera - che, come la questione di mio cognato e tutte le indagini su cose in cui il signor Tavaroli non doveva assolutamente coinvolgersi: ha un input dai Moratti sui calciatori, poi magari Facchetti lo chiama per dirgli 'ho questo problema del giovane arbitro', e lui attiva tutta una macchina spropositata che si muove in una maniera non assolutamente nell'interesse dell'azienda o richiesta dall'azienda. Si tratti di mio cognato piuttosto che si tratti di Oak Fund, mi sembra che il modo di muoversi sia sempre lo stesso: appena gli viene all'orecchio un tema, non gli viene dato un incarico, attiva tutta la sua rete. Rete che poi non produce mai niente». 23 luglio 2008 http://www.corriere.it/cronache/08_luglio_...44f02aabc.shtml |
| KAOS |
23 July 2008, 15:18
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#53
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![]() (s)Koordinatore OLTRANZISTA ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Gruppo: Coordinatore Messaggi: 19.299 Iscritto il: 29 October 06 Da: Udinentus-Juverciano andata e ritorno? Utente Nr.: 76 |
Interessante il lapsus di Tronchetti che dice :" ha un input dai Moratti "
DAI Moratti, non DA Moratti. -------------------- «La principale qualità che il leader ricerca in chi lo circonda è la fedeltà. La fedeltà assoluta. Qualità che spesso viene attribuita a figure di mezzo calibro, ai mediocri e ai pavidi, anche se, naturalmente, si tratta di un errore. A tradire, infatti, sono sempre i più deboli...» F. Cossiga «(Blanc con 3 cariche) è un nuovo passo verso un assetto competitivo» J. Elkann (6/10/09) |
| Scirea |
23 July 2008, 15:26
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#54
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Prima Squadra ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Gruppo: Utenti Messaggi: 3.295 Iscritto il: 7 November 07 Utente Nr.: 5.835 |
"Rete che poi non produce mai niente".
Delle 2 l'una: 1) Tavaroli è un incapace (e perchè allora remunerarlo). 2) Il Tronchetto -birbantello- è anche un pò menzognero.. -------------------- Potrete ingannare tutti per un po'. Potrete ingannare qualcuno per sempre.
Ma non potrete ingannare tutti per sempre [Abramo Lincoln] E la mia giustizia calerà sopra di loro con grandissima vendetta e furiosissimo sdegno su coloro che si proveranno ad ammorbare, e infine a distruggere i miei fratelli. E tu saprai che il mio nome è quello del Signore, quando farò calare la mia vendetta sopra di te! Ezechiele, 25:17. ![]() |
| the-lightning |
23 July 2008, 15:45
Messaggio
#55
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Primavera ![]() ![]() ![]() ![]() Gruppo: Utenti Messaggi: 774 Iscritto il: 23 May 07 Da: varese Utente Nr.: 937 |
[font=Arial Black]MOGGI - C'è anche un passaggio su Calciopoli. «Tavaroli - riferisce Tronchetti - non ha mai avuto nessuna indicazione, né da me né da Moratti penso, assolutamente, di occuparsi della società di Moggi. Ma neanche da Facchetti penso che abbia avuto indicazione» in tal senso. il tronky ha proprio la memoria corta Massimo Moratti - Corsera Magazine (Pubblicata il 31/08/2006) Metteste sotto sorveglianza l’arbitro De Santis. «Una persona si offrì di farlo. Conosceva alcune persone in grado di darci informazioni perché lavoravano al ministero dove aveva lavorato De Santis. Ma non ne uscì nulla». http://www.melba.it/csf/articolo.asp?articolo=202 non ne usci' nulla. vuol dire che il dossier fu riconsegnato e valutato ... -------------------- J101638 "Il nostro è un Paese che ha perso gli anticorpi, dove la giustizia è morta, ed il puzzo di marcio è terribile" [cit] |
| Morrison hotel |
23 July 2008, 15:48
Messaggio
#56
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Prima Squadra ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Gruppo: Redattori Messaggi: 3.103 Iscritto il: 19 June 07 Utente Nr.: 1.215 |
MOGGI - C'è anche un passaggio su Calciopoli. «Tavaroli - riferisce Tronchetti - non ha mai avuto nessuna indicazione, né da me né da Moratti penso, assolutamente, di occuparsi della società di Moggi. Ma neanche da Facchetti penso che abbia avuto indicazione» in tal senso. «Posso immaginare - dice l'ex presidente di Telecom - che sulla vicenda di quel giovane arbitro magari Facchetti, che aveva conosciuto per altri motivi, abbia fatto un cenno a Tavaroli e su questo come sempre la security si sia mossa di sua iniziativa facendo cose che non erano né richieste né soprattutto poi consegnate a nessuno, perché in tutte queste vicende il fatto chiaro e certo è che nessun foglio di carta, nessun rapporto, verbale o scritto, è stato fatto né a noi né all'Inter». «È chiaro - dice ancora Tronchetti Provera - che, come la questione di mio cognato e tutte le indagini su cose in cui il signor Tavaroli non doveva assolutamente coinvolgersi: ha un input dai Moratti sui calciatori, poi magari Facchetti lo chiama per dirgli 'ho questo problema del giovane arbitro', e lui attiva tutta una macchina spropositata che si muove in una maniera non assolutamente nell'interesse dell'azienda o richiesta dall'azienda. Si tratti di mio cognato piuttosto che si tratti di Oak Fund, mi sembra che il modo di muoversi sia sempre lo stesso: appena gli viene all'orecchio un tema, non gli viene dato un incarico, attiva tutta la sua rete. Rete che poi non produce mai niente». 23 luglio 2008 http://www.corriere.it/cronache/08_luglio_...44f02aabc.shtml Ovvio...chi e' l unico che AL LIMITE puo' aver scambiato 4 innocenti chiacchere... uno che e' definitivamente...LATITANTE... caspita...se tizio ha un problema...SUO MALGRADO...si attiva una macchina spropositata che si muove in una maniera non assolutamente nell interesse dell azienda o richiesta dalla stessa... caspiterina...sembra bart simpson che urla..NON SONO STATO IO... -------------------- Ho trovato le sue parole INUTILI(AA 24/8(2010) Il punto e': se non trovi il pollo nella prima mezz'ora allora il pollo sei tu! qui li troverete in meno di mezz'ora!! https://www.pokervenus.eu/it.get-started.si...p?bonus=Rounder |
| paola |
23 July 2008, 16:14
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#57
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Oltranzista ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Gruppo: Coordinatore Messaggi: 28.868 Iscritto il: 26 October 06 Da: Marche Utente Nr.: 14 |
Comunicato Usigrai su intercettazioni
L'Usigrai ha chiesto ed ottenuto, sulla base delle norme contrattuali vigenti, la lettura di un comunicato, concordato con la FNSI, in tutte le principali edizioni di telegiornali e giornali radio, nonchè il suo inserimento in televideo. E' questa la prima iniziativa dei giornalisti del servizio pubblico sulla delicata questione delle intercettazioni telefoniche e del diritto di cronaca, che va contemperato con quello alla riservatezza, ma non può essere svilito. Cancellare di fatto la cronaca giudiziaria significa affievolire notevolmente la qualità della democrazia. Questo è il testo integrale del comunicato in onda: "Il nostro diritto di informare e' la vostra libertà di sapere. E’ la possibilità che abbiamo di difendervi dalle truffe e dalle cliniche degli orrori, da imbrogli grandi e piccoli, dalla mala politica fatta di interessi e clientele, da chi vi ruba persino le emozioni truccando o condizionando i risultati sportivi. Dovremmo tacere anche su “calciopoli”, in futuro, se venisse approvato il disegno di legge del Ministro della Giustizia. La tutela della riservatezza è un valore anche per noi giornalisti, ma non può essere usata come pretesto per bloccare l’informazione giudiziaria. Per queste ragioni l’Usigrai sostiene la difesa del diritto di cronaca che la Federazione Nazionale della Stampa sta attuando con tutte le iniziative possibili. Consideriamo il disegno di legge sulle intercettazioni un autentico bavaglio. Le norme proposte affievoliscono il diritto – dovere di informare e travolgono il diritto dei cittadini a sapere. Facciamo sindacato insieme, diciamo “no” alla legge-bavaglio." http://www.articolo21.info/notizia.php?id=7148 -------------------- Perché, la Juventus è stata, è e sarà sempre una squadra di calcio. Ed è un piacere immenso ricordare che tutto "il meglio" del calcio è passato dalla Juve, rivedere le tante partite "storiche" per rivivere, così, l'emozione di quegli attimi La Juventus rappresenta, per chi ama la Juventus, una passione, uno svago... e qualche cosa la domenica. Noi abbiamo cercato di dare a loro il migliore spettacolo possibile e anche molte soddisfazioni |
| Mons. A. Novacek |
23 July 2008, 19:25
Messaggio
#58
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![]() Giovanissimi ![]() ![]() Gruppo: Utenti Messaggi: 155 Iscritto il: 20 May 08 Da: Cuba Utente Nr.: 6.438 |
Tronchetti scarica tutto su Tavaroli
"Il signor Tavaroli ha iniziato a dipendere direttamente dal dottor Buora; non è mai stato un mio riporto diretto”. Nel verbale di interrogatorio, reso lo scorso 27 giugno da Marco Tronchetti Provera al pm milanese Fabio Napoleone, ogni responsabilità sull’assunzione e sul controllo del lavoro di Giuliano Tavaroli (l’ex capo della security di Telecom) viene elegantemente scaricata sull’amministratore delegato di Telecom Carlo Buora. Lui, Tronchetti, anche se c’era e non dormiva, poteva non sapere. Con la fine delle indagini preliminari dello scandalo dello spionaggio Telecom anche questo documento è diventato pubblico. Provera cerca di accreditare sé stesso come estraneo alle operazioni di Tavaroli e racconta di averlo licenziato per ammanchi nelle fatturazioni. Ammette però di avere parlato con lui del "dossier D’Alema-Colaninno” e del fondo Oak, ma di non avervi dato peso. Definendo le informazioni peraltro molto precise di Tavaroli come “chiacchiere da bar di Roma”. Nel verbale Provera fa riferimenti anche a Moggi e alle intercettazioni che diedero il via a calciopoli escludendo di avere ordinato lui a Tavaroli di “lavorarsi” Moggi. Poi però fa un’affermazione sibillina sul defunto Giacinto Facchetti, difensore glorioso (e noto per essere stato il primo difensore italiano molto prolifico in fatto di gol, ndr) dell’Inter di Herrera e della nazionale di Valcareggi e in seguito dirigente dell’Inter, dicendo queste testuali parole: “... ha un input di Moratti sui calciatori, poi magari Facchetti lo chiama per dirgli 'ho questo problema del giovane arbitro', e lui attiva tutta una macchina spropositata che si muove in una maniera non assolutamente nell'interesse dell'azienda o richiesta dall'azienda”. Provera quasi dipinge Tavaroli come una sorta di “importuno” che “si sedeva nella mia segreteria e poi entrava, stava pochissimi minuti dicendo: 'certi ambienti sono contro', insomma cose di questo genere...”. Tronchetti asserisce di avergli sempre detto di “lasciar perdere” e di essersi particolarmente adirato con lui quando gli parlò delle amicizie del fratello di Afef Jnifen: “Fu una delle volte in cui lo mandai un po'... diciamo di non occuparsi di cose che non lo riguardavano, perché Sayf Gheddafi era amico da sempre del fratello di Afef, avevano studiato insieme a Vienna, il padre era stato ambasciatore in Libia e aveva mantenuto il mandato dal presidente tunisino di tenere rapporti con la Libia, quindi era normale che lui frequentasse Sayf Gheddafi...”. Appare però difficile conciliare questa linea difensiva che dipinge Tavaroli come un millantatore, cui solo ogni tanto Tronchetti dedicava il suo tempo, con i compensi elargiti per anni da Telecom, roba da venti milioni di euro (e con il budget illimitato che lo stesso Tavaroli poteva vantare in azienda). Vedremo se e come i giudici di Milano vorranno credere a Tronchetti Provera. Magari per disinnescare la bomba Telecom che rischia veramente di travolgere tutto e tutti. http://www.loccidentale.it/articolo/tronch...avaroli.0055139 |
| Piloni64 |
23 July 2008, 19:48
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#59
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Prima Squadra ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Gruppo: Redattori Messaggi: 1.906 Iscritto il: 11 January 07 Da: Bologna Utente Nr.: 285 |
Signori, scusate la roboanza del post, ma nessuno di Voi ha ancora formulato "la madre di tutte le domande":
Tavaroli di quale squadra di calcio è tifoso??? |
| the-lightning |
23 July 2008, 19:55
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#60
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Primavera ![]() ![]() ![]() ![]() Gruppo: Utenti Messaggi: 774 Iscritto il: 23 May 07 Da: varese Utente Nr.: 937 |
Signori, scusate la roboanza del post, ma nessuno di Voi ha ancora formulato "la madre di tutte le domande": Tavaroli di quale squadra di calcio è tifoso??? credo del toro -------------------- J101638 "Il nostro è un Paese che ha perso gli anticorpi, dove la giustizia è morta, ed il puzzo di marcio è terribile" [cit] |
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Versione Lo-Fi | Oggi è il: 7 September 2010 - 21:16 |